Glicine piante rampicantiRampicante dal fascino antico, resistente e facile da coltivare, il glicine è di grande valore ornamentale per i caratteristici fiori raccolti in grappoli penduli.  Arbusti di grande vigoria, i glicini sono senza dubbio tra i più bei rampicanti a fioritura primaverile.

Sono chiamati comunemente «glicini» perché inizialmente queste piante furono attribuite allo stesso genere della soia (Glycine). Rustici in tutte le regioni italiane fino a circa 700 metri d’altitudine, questi rampicanti a foglie caduche si attorcigliano a qualsiasi supporto e con l’età i loro fusti lianosi diventano tronchi nodosi e contorti. Risultano molto adatti per coprire pergolati, archi, griglie, muri o facciate, grandi alberi ed anche capanni. I loro racemi (infiorescenze a grappolo) penduli di fiori profumati forma- no ghirlande sospese di effetto estremamente pittoresco. Ai fiori seguono i frutti, in forma di baccelli penduli, appiattiti e legnosi, che contengono uno o più semi. Il genere Wisteria comprende una decina di specie delle quali quattro meritano di essere coltivate nei giardini.

LE SPECIE PIÙ BELLE Il glicine più popolare da noi è la Wisteria sinensis o glicine della Cina, originario appunto della Cina e importato per la prima volta in Europa nel 1825. Con i suoi sarmenti che si avvolgono strettamente intorno a pilastri, arcate, pergole e griglie, è capace di raggiungere e superare i trenta metri. Il tronco principale può raggiungere dimensioni ed età considerevoli, come si può vedere a volte in vecchi giardini. La potenza della vegetazione del glicine della Cina è straordinaria: spesso si possono vedere barre d’inferriate deformate dai rami che le avvolgono. Per questo è necessario guidare i sarmenti di quest’arbusto e, se occorre, tagliarli drasticamente per evitare danni alle costruzioni. Una curiosità: un rampicante può essere «sinistrogiro» o «destrogiro» secondo il senso di avvolgimento degli steli sul tutore di qualsiasi natura. Poiché il glicine della Cina ha fusti che si avvolgono in senso orario, cioè da sinistra verso destra, esso è dunque un arbusto rampicante «destrogiro». Tutti conoscono le sue grandi infiorescenze a grappolo, lunghe 15-30 cm,profumate, di color violaceo, che cominciano ad apparire già in aprile, quando le foglie spuntano appena: i fiori che le compongono si schiudono pressoché tutti insieme producendo uno straordinario effetto di massa. Spesso si ha una seconda fioritura, meno vistosa, in estate. Questa specie ha foglie composte da 7-13 foglioline. Esiste anche una varietà a fiori bianchi, chiamata Wisteria sinensis «Alba». Originaria del Giappone e perciò chiamata glicine del Giappone è la Wisteria floribunda, introdotta in Europa nel 1830. Differisce dalla specie precedente in molti particolari: per il minor vigore (massimo 10 metri d’a!tezza); per i fusti che si avvolgono al sostegno in senso antiorario, cioè da destra verso sinistra; per le foglie composte da un maggior numero di foglioline, da 13 a 19; per la fioritura più tardiva (maggio); per i fiori del grappolo (lungo 20-30 cm) che si aprono progressivamente dall’alto in basso e che sono di colore viola-blu chiaro. La varietà «Alba» ha fiori bianchi e leggermente profumati riuniti in infiorescenze lunghe da 30 a 60 cm. Di particolare bellezza è la varietà«Rosea», dai fiori rosa riuniti in racemi lunghi da 30 a 60 cm. Anche più bella è la varietà «Macrobotrys» introdotta in Europa nel 1874, i cui fiori profumati, lilla pallido, sono riuniti in grappoli lunghi sino a 1 metro, producendo un effetto pittoresco. Infiorescenze più piccole appaiono in estate nel corso di una seconda fioritura, meno generosa. La Wisteria venusta, originaria del Giappone, è una specie poco diffusa ma, come vuol significare il nome latino «venusta», è bella, graziosa. Raggiunge l’altezza di 10 metri. E riconoscibile per i grappoli di fiori bianchi, profumati, lunghi 10-15 centimetri, per i fusti che si attorcigliano da destra ver- so sinistra ed anche grazie alle foglie ricoperte di fine peluria e composte da 9-13 foglioline. Infine merita di essere citata Wisteria formosa, un ibrido, ottenuto negli Stati Uniti tra Wisteria sinensis e Wisteria floribunda, bellissimo, ma pur- troppo raro in Italia, reperibile presso qualche vivaista inglese. La pianta è vigorosa e può raggiungere 30 metri dilunghezza. Ha foglie formate da 9-15 foglioline. I fiori, color rosa-lilla chiaro, riuniti in grappoli lunghi 20-30 cm, sbocciano tutti contemporaneamente in prile-maggio. I glicini sopportano temperature invernali molto rigide (fino a —20°C per Wisteriafloribunda e fino a ~15° C per Wisteria sinensis), ma possono risentire gravemente di un ritorno del gelo all’inizio della primavera. Essi prediligono il pieno sole o tutt’al più un’ombra leggera e parziale. Si adattano a vivere in qualsiasi tipo di clima e di terreno, pur preferendo substrati non troppo calcarei, ricchi e ben drenati. Sopportano male i trapianti, perciò acquistate piante allevate in vaso piuttosto che piante a radice nuda. Nei primi due anni successivi alla piantagione, durante l’estate annaffiate regolarmente e abbondantemente, soprattutto se la siccità si prolunga per oltre 5-10 giorni. Dopo l’impianto il glicine generalmen- te non richiede alcuna concimazione. Solo se la pianta presenta scarsa vegetazione potete effettuare una concimazione organica con letame ben maturo (indicativamente 2-3 kg per pianta). I giovani glicini spendono molte energie nella produzione di nuova vegetazione e può capitare che non diano fiori nei primi cinque anni. Se il vostro vecchio glicine è capriccioso e fiorisce poco, per stimolare la fioritura in autunno potete potare le radici incidendo il terreno con una vanga intorno al fusto alla profondità di circa 20 cm e ad una distanza di circa 60 cm. Quindi concimate spargendo e incorporando nel terreno circostante 50 grammi per metro quadrato di perfosfato minerale (19-21% di fosforo). In tutte le fasi del loro sviluppo i glicini tendono ad essere soggetti a clorosi (ingiallimenti fogliari). Il modo migliore per affrontare l’inconveniente è la somministrazione primaverile, alla base della pianta, di chelati di ferro (reperibili facilmente, sotto diversi nomi commerciali, presso tutti i rivenditori di prodotti per l’agricoltura) secondo le dosi prescritte in etichetta.

Riproduzione: Il metodo più facile per moltiplicare i glicini è la propaggine. In marzo-aprile interrate, sotto 15 cm di terra soffi- ce, un ramo per un piccolo tratto a circa metà della sua lunghezza, mentre è ancora attaccato alla pianta. Lo reciderete in autunno, solo quando la parte interrata avrà emesso le radici. I glicini si propagano anche per semina, in marzo-aprile, ma le piante così ottenute iniziano a fiorire dopo molti an- ni e in maniera poco soddisfacente. I vivaisti specializzati praticano anche la moltiplicazione per talea erbacea in agosto o per innesto sulle radici di Wisteria sinensis, in marzo.

 

Commenti 

 
+2 # flora 2011-04-17 19:16
I fiori del mio glicine si seccano tutti prima di sbocciare nella parte estrema cadendo al minimo urto. Da cosa dipende? ringrazio cordialemente.
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-1 # patrizia 2011-08-16 18:33
con molta probabilità ha bisogno di un pò di ferro specialemte se coltivato in vaso
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+1 # renata 2011-04-19 14:07
può attirare i calabroni?
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+2 # Alberto 2011-07-07 17:13
abito in Umbria a Spoleto e vorrei impiantare una siepe di glicine lungo una recinzione alta un metro e lunga di circa 50m mescolando una varietà a fiori blu con una varietà a fiori bianchi. Che varietà mi consiglia e di quanti cm o metri dovrei distanziare le piantine tra loro?
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+9 # manuela 2011-07-16 13:44
Il mio glicine non fa fiori è alto 3 metri e col tronco ben torto ma in 5 anni non ha fatto un fiore cosa posso fare?
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+3 # daniela 2011-08-16 19:28
mio marito è preoccupato...ha paura che le radici del nostro glicine raggiungano le tubature della fognatura(vivia mo in un condominio al pian terreno,apparta mento con giardino,e prpprio x questo vorrebbe farmelo spostare!Chi mi può consigliare? ..non vorrei fare un danno grazie
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0 # Letizia 2012-01-01 19:58
Anche io ho problemi con le radici del glicine che mettono in pericolo la staticità di un muro perimetrale del giardino.Per adesso provo a contenerle tagliandole ed estirpandole senza creare danni alla pianta...ma è una gara dura.
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0 # francesca 2011-08-24 14:36

ma sei sicura che sia esposto in pieno sole?? è una pianta vivace e generosa. L'unica vera esigenza è il sole diretto
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0 # eliona 2011-08-26 20:39
come faccio a terrare una glicine ,,,,mi serve una risposta adesso perfavore ,,,,grazie
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0 # Letizia 2012-01-01 18:50
Ho un glicine che allunga ovunque le sue radici. Ne ho sezionato un pezzo di circa 5 cm con le sue "barbette"attaccate al terreno. Può essere considerato una propaggine(anch e se non si tratta di una ramificazione) e potrei utilizzarlo per riprodurre la pianta allo scopo di farne un bonsai?
Grazie.
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